Iperammortamento 2026: cos’è, come funziona e perché conviene alle imprese

Cos’è l’iperammortamento

L’iperammortamento è uno strumento fiscale strategico pensato per supportare le imprese che investono in innovazione tecnologica, digitalizzazione e sostenibilità, ambiti centrali nelle politiche industriali nazionali e negli obiettivi del PNRR.

Con la Legge di Bilancio 2026, l’iperammortamento viene reintrodotto in una nuova forma, offrendo alle aziende la possibilità di incrementare il valore fiscalmente riconosciuto dei beni strumentali acquistati, con un beneficio concreto sulla tassazione nel medio-lungo periodo.

In questa guida approfondiamo cos’è l’iperammortamento, come funziona, a chi si rivolge e quali sono le principali novità operative introdotte dal 2026.


Come funziona l’iperammortamento

L’iperammortamento consente di maggiorare il costo fiscalmente deducibile di un bene strumentale rispetto al suo prezzo di acquisto reale. Questo significa che l’azienda può dedurre quote di ammortamento più elevate, riducendo il reddito imponibile e, di conseguenza, l’IRES dovuta.

A differenza del credito d’imposta – che genera un beneficio immediato – l’iperammortamento produce un vantaggio fiscale progressivo, distribuito nel tempo lungo la vita utile del bene.

Esempio pratico
Un bene acquistato per 100.000 euro può essere ammortizzato fiscalmente per un valore superiore, generando un risparmio d’imposta negli esercizi successivi.


Origine e finalità dell’incentivo

Il termine “iperammortamento” deriva proprio dalla possibilità di ammortizzare un bene per un valore superiore al costo effettivo, secondo percentuali stabilite dalla legge.

La misura nasce con l’obiettivo di:

  • incentivare l’adozione di tecnologie avanzate e sistemi digitali;

  • favorire la modernizzazione dei processi produttivi;

  • sostenere investimenti orientati alla transizione energetica e alla sostenibilità.


Il nuovo iperammortamento nella Legge di Bilancio 2026

La Legge n. 199/2025, pubblicata il 30 dicembre 2025, ha reintrodotto l’iperammortamento con un nuovo regime di maggiorazioni fiscali, valido per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, con specifiche finestre temporali previste dalla norma.

L’intervento è pensato per sostenere:

  • investimenti in beni strumentali innovativi;

  • tecnologie digitali;

  • impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, come impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo.


Percentuali di maggiorazione previste

La maggiorazione del costo fiscalmente deducibile varia in base all’importo complessivo dell’investimento:

  • +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro

  • +100% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro

  • +50% per investimenti tra 10 e 20 milioni di euro

Esempio
Un impianto fotovoltaico da 500.000 euro può essere considerato fiscalmente come un investimento da 900.000 euro, con evidenti benefici sulle quote di ammortamento.


Periodo di validità degli investimenti

Rientrano nell’agevolazione gli investimenti:

  • effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028;

  • per i quali risultino rilevanti sia la data dell’ordine e dell’eventuale acconto, sia la data di completamento dell’investimento, secondo le regole fiscali applicabili.


Beni agevolabili

Sono ammessi all’iperammortamento:

  • Beni strumentali materiali e immateriali destinati alla trasformazione tecnologica e digitale (beni analoghi a quelli 4.0 e 5.0);

  • Impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo, inclusi:

    • moduli fotovoltaici;

    • sistemi di accumulo energetico.

I beni devono rispettare requisiti specifici, tra cui:

  • essere nuovi;

  • essere destinati a strutture produttive situate in Italia;

  • essere prodotti nell’UE o nello SEE (vincolo applicabile principalmente ai moduli fotovoltaici);

  • in alcuni casi, essere interconnessi al sistema produttivo aziendale.


Chi può beneficiare dell’iperammortamento

Possono accedere all’agevolazione:

  • imprese e titolari di reddito d’impresa residenti in Italia;

  • soggetti che investono in beni strumentali destinati a strutture produttive nazionali.

Sono esclusi:

  • soggetti in liquidazione o in procedure concorsuali;

  • imprese non in regola con gli obblighi contributivi, fiscali o di sicurezza sul lavoro.


Iperammortamento e impianti fotovoltaici

Il nuovo iperammortamento si applica anche agli impianti fotovoltaici per autoconsumo, rappresentando un’opportunità particolarmente interessante per le aziende che puntano a:

  • ridurre i costi energetici;

  • migliorare l’autosufficienza;

  • accelerare il ritorno economico dell’investimento grazie alla maggiorazione fiscale.


Cumulabilità del nuovo iperammortamento con altri incentivi

La Legge di Bilancio 2026 chiarisce che l’iperammortamento è cumulabile con altre agevolazioni finanziate con risorse nazionali ed europee, a condizione che:

  • gli incentivi non coprano le medesime quote di costo dello stesso investimento;

  • non venga superato il costo complessivo sostenuto.

👉 Attenzione:
Il nuovo iperammortamento non è cumulabile con gli incentivi già richiesti nell’ambito delle precedenti versioni del credito d’imposta Industria 4.0 e Industria 5.0 riferite allo stesso investimento.


Accesso all’agevolazione e procedure

L’accesso all’iperammortamento prevede:

  • la trasmissione di comunicazioni e certificazioni telematiche;

  • l’utilizzo di una piattaforma dedicata del GSE, con modelli standardizzati.

Le modalità operative definitive saranno chiarite attraverso le linee guida ufficiali.


In sintesi

L’iperammortamento 2026 rappresenta una leva fiscale di grande valore per le imprese che investono in innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. Grazie alla possibilità di aumentare il valore fiscalmente deducibile dei beni, l’incentivo consente di migliorare la pianificazione fiscale e rendere più conveniente l’ammodernamento dei processi produttivi, inclusi gli investimenti in impianti fotovoltaici.

Per sfruttare al meglio questa opportunità, è fondamentale valutare correttamente i requisiti, la cumulabilità con altri incentivi e le procedure di accesso, monitorando costantemente le comunicazioni ufficiali del GSE.